Ksenia Sobchak sarà la sfidante di Putin alle presidenziali del 2018

Già da tempo si vociferava che ai piani alti del Cremlino stessero vagliando una candidatura femminile da contrapporre a quella, ormai scontata, del Presidente in carica Vladimir Putin. All’inizio di settembre, fonti interne all’amministrazione presidenziale avevano rivelato al quotidiano Vedomosti che il Cremlino avrebbe voluto che lo sfidante principale alle Presidenziali 2018 fosse una donna, e che stavano prendendo in considerazione cinque o sei candidature, soprattutto di deputate appartenenti al partito “Russia Giusta (Spravedlivaja Rossija)”. Un’alternativa ideale, aveva aggiunto la fonte, sarebbe stata Ksenia Sobchak, in quanto “perfetta rappresentante della donna moderna che vorrebbe entrare in politica: intelligente, brillante, interessante, ma non del tutto corrispondente alla tipica donna russa”.

In effetti, Ksenia Sobchak è tutto fuorché una comune cittadina. Figlia dell’ex sindaco di San Pietroburgo Anatolij Sobchak, per il quale Putin aveva lavorato negli anni 90, passata da conduttrice di trasmissioni di successo, anche se non esattamente educative, del calibro di Dom-2 (l’equivalente russo del Grande Fratello) e “Poslednyj geroj” (la versione locale de “L’isola dei famosi”) a giornalista impegnata, la si considera generalmente una rappresentante dell’opposizione da salotto, che può dire quello che vuole in virtù del rapporto che legava suo padre al Presidente russo. Lo stesso giorno delle rivelazioni di Vedomosti, Sobchak ha scritto su Instagram di non essere al corrente di quello che viene deciso ai piani alti, ma di aver osservato a lungo e attentamente il panorama politico russo.

Esattamente un mese dopo, sempre dal suo account instagram, Sobchak ha fatto una dichiarazione che pareva a tutti gli effetti essere il primo passo di una campagna elettorale, proponendo ad Aleksej Navalny un piano di azione congiunto in vista delle elezioni presidenziali: “Aleksej, mi rivolgo a te personalmente, innanzitutto come compagna di lotta e come persona che non rimane indifferente davanti a quello che succede. Ieri a Orenburg hai radunato meno di mille persone, mentre l’altro ieri a Nizhnij Novgorod hai di fatto mandato i tuoi sostenitori ad una protesta non autorizzata […] Per via del tuo monopolio, le persone ci vedono come un gruppo piccolo, debole e incapace di realizzare alcunché. Ma non è così! Perché ora, in un momento i cui è così importante dimostrare che siamo in tanti, non ti unisci a me, a me e a molti altri, in modo da diventare più forti?”. Dal canto suo, Navalny aveva reagito molto negativamente alle voci secondo cui Sobchak potesse presentarsi come candidata, sostenendo che in questo modo si prestava ad un “abominevole gioco del Cremlino: massì, facciamo accedere alla campagna questo zimbello liberale, per distrarre la gente da quello che conta davvero”.

Alla fine però l’annuncio ufficiale della candidatura è arrivato davvero, in una lettera inviata dalla stessa Sobchak al quotidiano Vedomosti il 18 ottobre. In questa lettera, Sobchak riconosce che le imminenti elezioni con ogni probabilità non saranno libere e democratiche, ma sostiene che sia comunque necessario prendervi parte in modo da comunicare al potere il proprio dissenso. Sobchak non ritiene che il boicottaggio delle elezioni sia la strada giusta da seguire, nemmeno nel caso che non venga permesso ad Aleksej Navalny di candidarsi. Al contrario, è pronta a scendere in campo nel ruolo di candidato antisistema, “contro tutti”, per ricevere il voto degli insoddisfatti: “Volete mostrare attivamente la vostra posizione, ma il vostro candidato non è stato ammesso alle elezioni? Non avete un candidato vostro? Votate Sobchak. Non riuscirete ad eleggermi come presidente, ma avrete un’opportunità legale e pacifica di dire il vostro: Basta! Siamo Stufi!”. Sobchak ha anche dichiarato di essere pronta a ritirare la propria candidatura se a Navalny fosse permesso di registrarsi come candidato.

Sono dichiarazioni che lasciano spazio a molti dubbi, ma su una cosa Sobchak ha sicuramente ragione: non riuscirà a farsi eleggere presidente. Secondo un sondaggio del centro studi VTsIOM, quasi due terzi degli intervistati (il 60%) hanno di lei un’opinione negativa. Per poter sperare di ottenere un risultato che non sia del tutto insignificante, Sobchak dovrà quindi prepararsi a lavorare sulla propria immagine e su come essa viene percepita nell’opinione pubblica. Proprio in quest’ottica pare che abbia assunto Vitalij Shkljarov, ex consulente di Bernie Sanders che già quest’anno aveva aiutato la squadra liberal-democratica di Dmitry Gudkov ad ottenere un risultato più che soddisfacente nelle elezioni municipali di Mosca.

Ma cosa pensa di tutto questo il deus ex machina della politica russa, ovvero l’attuale Presidente Vladimir Putin? In un’intervista al canale televisivo Dozhd, Sobchak ha dichiarato di essersi incontrata con Putin nel corso delle riprese del film su Anatolij Sobchak prossimamente in uscita, e di avergli in quell’occasione parlato della volontà di candidarsi a presidente, ben prima di dichiararlo pubblicamente. Putin le avrebbe risposto, con la solita flemma, che “Ciascuno ha il diritto di prendere le proprie decisioni e deve assumersene la responsabilità”; “Ho avuto la netta impressione che quello che avevo da dirgli non gli piacesse”, ha dichiarato Sobchak. Il 5 settembre, Putin ha poi dichiarato che candidarsi a presidente è un diritto costituzionale di ciascun cittadino russo, e che il successo di Sobchak dipenderà dal suo programma e da come condurrà la campagna.

Anche se Putin si è mantenuto piuttosto neutrale nelle sue dichiarazioni, non sono mancati commenti fortemente negativi da parte di rappresentanti di altre forze politiche. Ad esempio, il leader del partito liberal-democratico russo (LDPR) Vladimir Zhirinovskij ha definito Sobchak un “falso candidato”, e ha dichiarato che “Alla Presidenza dovrebbe candidarsi una persona che fa politica da molti anni. La persona in questione non ha girato il paese, non sa nulla, non ha amministrato nulla, non possiede le conoscenze adatte. (Candidare una persona simile) è semplicemente pericoloso”. Anche Gennadij Zjuganov, leader del Partito Comunista, non ha riservato a Sobchak commenti gentili: “Io mi rapporto in maniera molto seria alle persone, al Paese, agli elettori, alle elezioni. Trasformale in una tragicommedia non ha nessun senso”, sono le parole riportate dall’agenzia Ria Novosti.

Secondo la maggior parte dei commentatori, lo scopo principale della candidatura di Sobchak sarebbe aumentare l’affluenza alle urne e assorbire l’elettorato di Navalny. Secondo Andrey Kolesnikov, analista presso il centro di ricerca Carnegie Moscow, “Non riuscirà a portare via voti a nessuno, la sua corsa si può interpretare soltanto come un progetto personale a fini commerciali. La sua campagna è vantaggiosa per Putin, perché fornisce una parvenza di concorrenza, ma lei non è una candidata contro tutti. E’, innanzitutto, una candidata per se stessa”.

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