Un’altra condanna per Aleksei Navalny

Il leader di opposizione e blogger Aleksei Navalny è stato di nuovo condannato alla detenzione in carcere, per un periodo di 20 giorni. Il motivo sarebbe l’aver tenuto una manifestazione non autorizzata nella città di Nizhny Novgorod, manifestazione per la quale il team della campagna elettorale di Navalny dichiara di aver regolarmente ottenuto i permessi.

Da diversi mesi, Navalny sta organizzando dimostrazioni nelle principali città della Russia come parte della campagna #Navalny2018. Il blogger vorrebbe infatti proporsi come sfidante di Vladimir Putin alle elezioni presidenziali previste per marzo. Per legge, Navalny non potrebbe candidarsi, dal momento che sta già scontando altre condanne, ma la sua speranza è quella di raccogliere un supporto popolare sufficiente a spingere il Cremlino ad autorizzare la sua candidatura.

Fino ad ora, le manifestazioni hanno avuto un successo inaspettato. Il 16 settembre, a Ekaterinburg, gli organizzatori hanno stimato circa diecimila persone. Il giorno seguente, la massiccia partecipazione nella città siberiana di Omsk ha provocato non poco stupore, considerato che fino a pochi anni fa Navalny era praticamente sconosciuto nella provincia russa.

Per il momento, la reazione del Cremlino è stata tutt’altro che tollerante: in molte località è stata negata l’autorizzazione a organizzare le manifestazioni, e Navalny è stato già arrestato due volte, in marzo e in giugno. Il quotidiano Meduza ha calcolato che, dall’inizio della campagna in dicembre, Navalny ha passato in carcere un giorno su cinque.

Navalny ha scritto su Twitter: “Venti giorni di condanna. Il vecchio Putin ha così paura delle nostre manifestazioni nelle regioni che ha deciso di farsi un bel regalo per il compleanno”. Il compleanno di Putin è infatti il 7 ottobre, lo stesso giorno per cui era stata organizzata la manifestazione a San Pietroburgo. Questo appuntamento era quello per cui si attendevano più partecipanti, dal momento che lo stesso Navalny è di San Pietroburgo ed è conosciuto soprattutto lì e a Mosca.

Dopo la sentenza, quello che doveva essere un pacifico incontro con gli elettori pietroburghesi sta gradualmente prendendo la forma di una protesta a livello nazionale contro la repressione da parte del Cremlino. L’addetta stampa di Navalny Kira Yarmish ha dichiarato: “Ora il 7 ottobre non scenderemo in piazza soltanto a San Pietroburgo, ma in tutto il Paese”.

Anche il responsabile della campagna di Navalny Leonid Volkov è stato condannato a 20 giorni di carcere. Nonostante questo, le attività del team Navalny non si fermano, come ha dichiarato tramite Twitter lo stesso Volkov: “Oltre a Navalny, metteranno dentro anche me, ma la campagna continua. 80 sedi aperte, manifestazioni, verifica delle firme, tutto è attualmente in funzione. E naturalmente manifesteremo il 7 ottobre”.

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