Edinaja Rossija elegge i governatori in tutte le regioni al voto, ma a Mosca è successo dell’opposizione

Domenica, in un’unica giornata di votazioni, si sono tenute le elezioni per diversi organi rappresentativi: in 16 regioni sono stati eletti i governatori, in sei i deputati dell’assemblea legislativa, e in 11 i deputati municipali dei capoluoghi regionali (compresa la città di Mosca).

Nelle elezioni dei governatori non ci sono state sorprese: in tutte e 16 le regioni al voto (Buriatia, Saratov, Karelia, Marij El, Mordovia, Urdmutsk, Perm, Belgorod, Kirov, Novgorod, Rjazan, Saratov, Sverdlovsk, Tomsk, Jaroslavl’, Sebastopoli) ha vinto il candidato di Edinaja Rossija (il partito di Putin), in molti casi già governatore in carica.

Risultati sorprendenti sono invece arrivati da Mosca, dove più di 7000 candidati si sono sfidati per 1502 posti nel consiglio municipale. Fra questi, 1052 candidati appartevano alla piattaforma “Democratici Uniti” capeggiata da Dmitry Gudkov, nota figura di opposizione. Dopo l’espulsione dal partito Spravedlivaja Rossija (“Russia Giusta”), Gudkov era di fatto diventato l’unico deputato della Duma di Stato facente parte della cosiddetta “opposizione non sistemica”, ovvero non riconducibile al Partito Comunista, al Partito Liberal-Democratico o a Russia Giusta (partiti definiti solitamente di “opposizione sistemica”, in quanto quasi mai si oppongono direttamente alle decisioni del Cremlino). Alle elezioni parlamentari del 2016, Gudkov non riuscì a farsi rieleggere alla Duma, ma sorprendentemente ottenne la maggioranza nel distretto urbano di Shchukino. Da quell’episodio, secondo il Moscow Times, nacque la decisione di provare a ribaltare lo status quo della politica russa partendo dal livello locale – in particolare, dalla città di Mosca.

Così, Gudkov (che sarà candidato a sindaco di Mosca nel 2018) ha deciso di mettere insieme un team di circa 50 membri, compreso Vitaly Shkliarov, già consulente politico di Bernie Sanders, con l’obiettivo di dare a dei comuni cittadini la possibilità di arrivare a candidarsi alle elezioni. La squadra ha aiutato gli aspiranti candidati a superare il lungo e doloroso processo di registrazione, a recuperare fondi per la campagna e ha anche procurato il materiale elettorale, nel contesto di un format che è stato definito “L’Uber della politica”: se non puoi farcela da solo, sali a bordo insieme a noi. Per settimane, i Democratici Uniti hanno fatto campagna porta a porta in tutti i quartieri della città, distribuendo volantini e discutendo i problemi locali insieme ai cittadini. E i risultati non si sono fatti attendere.

Sono stati infatti circa 200 i candidati eletti tramite la piattaforma, che ha anche ottenuto la maggioranza assoluta di deputati municipali in diversi distretti. Al seggio del quartiere Gagarin, dove ha votato il Presidente Vladimir Putin, tutti i dodici seggi nel consiglio municipali sono stati ottenuti da candidati di Jabloko. Gudkov ha dichiarato che queste elezioni sono state un successo. Sulla sua pagina Facebook, ha scritto: “La nostra vittoria non è completa, ma è comunque una vittoria”. Secondo l’addetto stampa di Jabloko, a Mosca sono stati eletti 181 candidati del partito, che ha ottenuto la maggioranza in sei quartieri. Anche il movimento “Solidarnost’” di Ilja Jashin ha avuto la maggioranza nel quartiere Krasnosel’skij, dove ha ottenuto sette seggi, contro i tre di Edinaja Rossija.

Questi risultati sono ancor più sorprendenti se si considerano gli ostacoli che la squadra di Gudkov ha dovuto affrontare. Innanzitutto, le elezioni non sono state minimamente pubblicizzate, e molti moscoviti non erano a conoscenza del voto di domenica. Secondo l’opposizione, la municipalità di Mosca ha deliberatamente deciso di non diffondere informazioni sulle elezioni. Per di più, le celebrazioni per il den’ goroda, l’anniversario della città, sono state spostate indietro di una settimana quest’anno; probabilmente qualcuno contava sul fatto che i moscoviti avrebbero disertato il seggio per i concerti e le parate che ogni anno accompagnano le celebrazioni. Jabloko ha chiesto le dimissioni della presidentessa del comitato elettorale di Mosca Valentina Gorbunova, accusata di aver fatto di tutto per abbassare di proposito l’affluenza. Secondo un rappresentante del partito, “E’ la prima volta nella storia che non si sia saputo assolutamente nulla della campagna elettorale. E’ sconvolgente che il comitato elettorale abbia cominciato a preoccuparsene soltanto a pochi giorni dal voto, mentre nei mesi precedenti non ha fatto nulla perché le persone fossero a conoscenza delle elezioni”.

Oltre alla scarsa disponibilità di informazioni, come sempre sono state riportate delle irregolarità nello svolgimento del voto. In particolare, nel seggio numero 1272 hanno votato 5 divisioni militari per un totale di circa 700 persone a cui è stato ordinato di votare per Edinaja Rossija, registrate ad un indirizzo a cui nella realtà non corrispondono edifici abitativi. Un’altra irregolarità riportata da Jabloko è stata la quantità anomala di richieste di voto a distanza per via telematica.

Il fatto che l’opposizione sia riuscita ad eleggere un buon numero di deputati municipali nonostante l’affluenza molto bassa (intorno al 14-15%), che tradizionalmente in Russia favorisce il partito di governo, è un segnale che qualcosa sta cambiando. Il consenso personale di Vladimir Putin rimane saldo intorno all’80%, ma quello del suo partito è in calo. Le proteste dello scorso giugno contro il programma di rinnovamento urbano della città di Mosca promosso dal sindaco Sobjanin dimostrano che i cittadini sono sempre più insofferenti ad un’amministrazione che prende le decisioni senza consultare in alcun modo la popolazione. Secondo la Novaja Gazeta, quello che è accaduto a Mosca è “una piccola rivoluzione cittadina”. Ma nulla esclude che questa rivoluzione possa col tempo allargarsi.

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